Ho sempre amato tenere un diario, ma negli ultimi due anni me ne è sempre mancato il tempo. Vediamo se la tecnologia mi aiuta a colmare questa enorme lacuna!

giovedì, novembre 09, 2006

Migrazione del blog

Purtroppo, da dove sono il blog non è più accessibile... mi trovo costretta a emigrare su:
 
 
Ci vediamo là!

sabato, ottobre 28, 2006

Giornata infernale

La giornata sembrava partita bene... finché subito dopo pranzo non è crollato il sifone del lavello in cucina (di nuovo, è tenuto su con lo scotch) mentre lavavo i piatti. Quindi ho allagato la cucina 5 min prima che arrivasse la mia prof. E non ho fatto in tempo a rimettere tutto in sesto...

Vabbè, la lezione privata è stata fantastica, come sempre, lei è un mito.

Subito dopo mi sono messa al lavoro perché dovevo finire delle traduzioni.
Poco prima delle 6 ho accettato una trad da fare in tre ore, non difficilissima (anche se era dall'inglese al tedesco), per cui in tre ore ci stavo...

Nel frattempo è arrivato il tecnico della TV che mi ha ripristinato la tele, ma mi ha anche detto che è quasi impossibile vedere DVD perché è vecchia e rotta. GRRRRRR

Se ne va, comincio a tradurre e... quando sono all'ultima slide (MALEDETTO POWER POINT) il pc si impalla. Stupidamente non l'avevo salvato spesso, anzi, quasi mai (sono abituata a word che lo fa ogni 2 min) e PUFF, perso l'80% del lavoro fatto.
Mi veniva da piangere, ma non avevo tempo.
Allora - per fortuna ho una buona memoria - mi sono messa a riscriverla tutta, a cercare i termini tecnici che prima avevo lasciato in sospeso, praticamente ci ho messo un'ora in più... o quasi. E in tutto ciò ho ricevuto due o tre telefonate a cui ho risposto in malo modo per mancanza di tempo. E notare che era gente che mi invitava fuori... ma vabbè, poi ho chiamato per scusarmi e spiegare.
I mean, HE called me to see me and I said no! Can you imagine????? I never get to see him and he calls me when I am in deep shit!

Cmq, ho finito la trad e l'ho consegnata (in leggero ritardo PER LA PRIMA VOLTA DA QUANDO LAVORO, ma avevo avvertito il cliente del problema), ma poi ne avevo altre due piccoline da fare...

Ho finito dopo le 10, mi è arrivato un altro mini pezzo della traduzione incriminata, ho fatto anche quello... e mi sono ricordata di non aver sistemato il lavello.
Mi armo di attak e scotch e rimetto in sesto la cucina.

E all'alba delle 23 finalmente ceno (dopo aver finito di lavare i piatti di pranzo)...

Note positive a cui aggrapparsi: I talked to him, briefly, but anyway... ho chattato (dalle 11.30 a mezzanotte, non mentre ero alle prese con tutta la sfiga del mondo) con due persone che non sentivo da tempo, Valentina e Franco. E mi hanno rallegrato la giornata.

Amarsi e non rendersi felici...

Un paio di giorni fa via sms:

Conoscendo il tuo carattere sono felice che sei in Cina e che almeno tu riesci a realizzare un tuo desiderio, io purtroppo mi devo accontentare per poter realizzare almeno qualche obiettivo. tvb mm, notte, baci....... Tvb, ricorda sempre. Notte

Mia risposta: Mi spiace sentire che stai così giù, davvero, ma devo puntualizzare una cosa sull'sms di stanotte. Se davvero conosci il mio carattere dovresti sapere che l'unico grande desiderio che avevo era passare la vita con l'uomo che amo. Ma sembra che non riusciamo a renderci felici noi due, anche se è indubbio che ci vogliamo bene.

lunedì, ottobre 23, 2006

Telefonata settimanale

Lui: Come va?
Lei: Bene, tutto tranqui.
Lui: Le lezioni?
Lei: Benissimo, erano anni che non studiavo qualcosa che mi piace così tanto.
Lui: Il lavoro?
Lei: Non male, non mi lamento.
Lui: E l'amore?
Lei: Posso avere la domanda di riserva?
Il brutto è quando dai una risposta del genere al tuo ragazzo... e non demordi perché aggiungi:
Perché, se facessi la stessa domanda a te, tu cosa diresti?
Lui: Che va bene, che mi manchi, che c'è la lontananza, ma il bene, l'affetto, l'amore non cambiano.

E vorrei tanto chiedergli: ma ne sei sicuro??? E non ti accorgi che è già cambiato qualcosa, che non sono più la stessa, che non so nemmeno più cosa dirti al telefono? Le nostre telefonate si stanno trasformando in una sofferenza, e non riesco a uscirne.

giovedì, ottobre 19, 2006

Due esatti opposti...

Da una parte tu, depresso, strano, apatico (cioè, + apatico del solito), scontroso, non vuoi parlare con nessuno e vedi solo il baratro in cui ti stai cacciando, e non vedi nessun altro, sostieni che ti manco e che ti dispiace che io non sia lì, ma, come ti ho laconicamente detto, non credo che se io fossi lì cambierebbe qualcosa.
E non ho aggiunto che NON vorrei essere lì.

And then you, being so worried about me and the nightmare which made me cry yesterday... although I don't remember what it was about, I just know I woke up crying... I know you care, thanks for being so sweet. As I said, "always"

mercoledì, ottobre 18, 2006

Chat

He: I'll try to see u soon, I'm getting used to...
She: to me?
He: Yes
She: I'd like to see u, too
He: Didn't say like, said used to...
He: Kidding of course :-)))
She: Didn't say get addicted, just said would like... ;-)
He: I would love to see you soon

And her heart sinks again...

martedì, ottobre 17, 2006

Love

Spike: You're not friends. You'll never be friends. You'll be in love till it kills you both. You'll fight, you'll shag and you'll hate each other till it makes you quiver, but you'll never be friends. Love isn't brains children, it's blood. Blood screaming inside you to work its will.

If thou must love me...

Elizabeth Barret Browning

If thou must love me, let it be for nought
Except for love's sake only. Do not say
I love her for her smile, her look, her way
Of speaking gently, for a trick of thought
That falls in well with mine, and certes brought
A sense of ease on such a day
For these things in themselves, Beloved, may
Be changed, or change for thee, and love, so wrought,
May be unwrought so. Neither love me for
Thine own dear pity's wiping my cheek dry,
A creature might forget to weep, who bore
Thy comfort long, and lose thy love thereby!
But love me for love's sake, that evermore
Thou may'st love on, through love's eternity.

domenica, ottobre 15, 2006

Frustrazione

Ok, sei depresso per il lavoro e bla bla bla. Ovviamente durante la settimana non ci sentiamo perché dopo tre settimane ancora non hai comprato la scheda telefonica internazionale, eh beh, dovresti percorrere almeno 500 metri da casa per comprarla, non sia mai...

Giovedì ti chiamo in un impeto di bontà, potevo risparmiarmela.

Venerdì neanche un messaggio, vedo che sono sempre nei tuoi pensieri, eh?

Il sabato con la calma decidi che possiamo sentirci quando qui sono le sei di sera. Mi spiace, ma qui andiamo a cena presto, e quindi dopo circa un quarto d'ora di tuo sproloquio/monologo su quanto sono cattivi con te ti dico che devo uscire perché mi aspettano. Ti chiamo dal cellulare? "No, non importa..." Allora tanta voglia di sproloquiare forse non ce l'avevi. Boh.
Torno a casa e quando la mia amica se ne va è quasi mezzanotte, ok, mi avevi detto che saresti uscito. Ti chiamo a casa, non ci sei. Provo a chiamarti sul cellulare, non rispondi (al che mi viene il forte dubbio che a casa tu ci sia, ma stia dormendo).
Ti mando un SMS. Ovviamente, non ti passa nemmeno per l'anticamera del cervello che potresti rispondermi.

E quindi niente fino a stasera (domenica) quando qui sono le 9.30. Sono fuori, ma sto tornando a casa, per cui ti chiamo meno di mezz'ora dopo. Ma naturalmente, pieno pomeriggio per te, tu stai dormendo, alzi il telefono ma non mi rispondi quasi, la telefonata dura 22 secondi perché, anche se non mi consideri, ti saluto.

E ora mi chiedo... MA CHI ME LO FA FARE????

sabato, ottobre 14, 2006

My dear

"It's so nice to hear your voice, it makes me happy and it makes me want to laugh" and my heart suddenly sinks

Then you get angry when I say I would feel jealous if you had a girlfriend or got married: "F***, come on, u have a boyfriend, u go home and f*** him and u tell me u r jealous". And I don't understand, I cannot see through your words straight into your heart. Do you care? How? And how much?

I ask you what happiness is for you and you:
"wake up smiling and sleep the same way and think about the morning smile i had and about the night smile i am having, that's happy"

And you send me one beautiful love song I cannot understand, but I can feel it and I understand you even less.

You make me laugh, I'm not used to it anymore, you make me feel good and no one has done it for such a long time.
Thank you for being what you are.

venerdì, ottobre 13, 2006

Telefonata con lui

Ieri l'ho chiamato, dall'SMS che mi aveva mandato si sentiva chiaramente che era depresso. Sembrava un bambino, tanto era felice di sentirmi, "grazie, che bello sentire la tua voce, ne avevo proprio bisogno... mi raccomando, pensami".
Mi ha fatto tenerezza sentirlo così contento, e così ignaro della distanza che sta crescendo tra di noi. Eppure c'è e mi sembra così palpabile...

mercoledì, ottobre 11, 2006

Taoismo

Che bello riuscire finalmente a leggere come si deve il Daodejing... e anche le note critiche... difficilissimo, ho la testa che mi scoppia e domani dovrò rivedere tutto con calma senza più l'intoppo del dizionario, ma bellissimo. Anche se mi tocca rispolverare la filosofia che nemmeno al liceo avevo studiato bene, recuperare il mondo delle idee platonico, le 4 cause aristoteliche e poco fa pure Rousseau (ma sono troppo stanca, non ricordo più cosa esattamente di Rousseau!)

道, 可 道 , 非 常 道 。
名 ,可 名 , 非 常 名 。   
无, 名 天 地 之 始 ﹔ 有 ,名 万 物 之 母 。   
故 常 无 , 欲 以 观 其 妙 ﹔ 常 有 , 欲 以 观 其 徼 。   
此 两 者 , 同 出 而 异 名 , 同 谓 之 玄 。
玄 之 又 玄 , 众 妙 之 门 。

E non l'ho ancora ben interpretato del tutto, ci devo tornare a mente fredda. Ed è solo il primo capitolo, mi aspettano dei lunghi mesi!!!

martedì, ottobre 10, 2006

NOT ONE LESS

Not one less (2000), di Zhang Yimou, film in cinese con sottotitoli in inglese

Bello, una storia di Cina pseudo-moderna, una campagna povera e abbandonata in cui la forza di volontà di una ragazzina di 13 anni riporta a casa un bambino scappato in città per trovare lavoro e pagare i debiti della sua famiglia. E il ricordo indelebile nella mente del ragazzino è: Non dimenticherò mai che in città ho dovuto chiedere l'elemosina per mangiare.

E' ancora così, ci sono dei divari incredibili tra la vita di coloro che ormai si possono permettere tutto, che sono diventati ricchi nel giro di pochi anni e coloro che ancora non possono nemmeno permettersi di mandare a scuola i propri figli.

Zhang Yimou mi stupisce sempre per la capacità di catturare così bene la realtà. Per chi non li avesse ancora visti:
A life (1994), altro bellissimo spaccato della vita cinese a cavallo della Rivoluzione culturale.
Raise the red lantern (1992) la vita in una casa con svariate mogli e concubine

E molti altri, datemi il tempo di trovarli e guardarli tutti!

domenica, ottobre 08, 2006

Sentirsi una merda...

Telefonata settimanale:
Lui: allora un bacio e buona serata
Lei: altrettanto, salutami X e Y
Lui: e... ti voglio bene
Lei: grazie
Lui: un superbacio

Sottotitoli: e lei si sentì una merda, ma non riuscì ad aggiungere altro né a ricambiare.

E lei naturalmente sono io...

Confusione

Confusione, pensieri sovrapposti, affollati, un turbinio di emozioni che mi sbatacchia di qua e di là e non mi fa dormire, e poi batticuore, malinconia, gioia, nostalgia, euforia, tristezza, mi addormento, sogni agitati, inconcludenti, SMS notturni che mi confondono ancora di più.
Ma cosa voglio?

venerdì, ottobre 06, 2006

No way...

No way I will ever forget you if we keep being so close
No way I will ever stop fancying you if you keep teasing me
No way I will ever get you if you keep being so stupid...

We already are so close... it would only be nicer. And I'm sure we wouldn't spoil anything, just get even closer.

Love, always

giovedì, ottobre 05, 2006

The Earth Turned to Bring Us Closer

Come accade che due persone si incontrino e si conoscano tra tanti? e che si avvicinino? e che imparino a volersi bene? è solo il destino?
C'è qualcosa di inspiegabile in quello che la vita ci riserva, nelle persone che incontriamo sul nostro cammino, in quelle che per una frazione di secondo ci sfuggono e non conosceremo mai, in quelle che amiamo, che perdiamo, che fanno parte di noi, che ci sfiorano soltanto, che svolgono un ruolo marginale nella nostra vita o che non dimenticheremo mai.
E ritrovare dopo settimane, mesi, anni di silenzio amici che credevi perduti o troppo lontani è come tornare a respirare e a vedere la luce dopo essere stati sepolti nel buio. Ci sono persone che in un minuto dimentichi e altre che non riusciresti a cancellare dal tuo cuore nemmeno dopo decine d'anni. Ed è inutile interrogarsi su cosa ci abbia unito, perché è come se ciò che ci lega fosse già lì molto prima che le nostre strade si incrociassero.

The Earth Turned to Bring Us Closer

The earth turned to bring
us closer,
it spun on itself and within us,
and finally joined us together in this dream [...]

La tierra giró para acercarnos,
giró sobre sí misma y en nosotros,
hasta juntarnos por fin en este sueño [...]

Eugenio Montejo (Caracas, Venezuela, 1938)
translated by Peter Boyle

sabato, settembre 30, 2006

Alf

Cosa siamo noi?
Un puntino nell'universo
Cos'è l'universo?
Un puntino nei tuoi occhi


Alfonso Mangoni
che per una volta mi ha stupito con effetti speciali.

E poi ci sei tu...

e poi ci sei tu, e ti sento così lontano... mi chiami "piccola" e so che lo pensi, che lo dici con tutto il cuore, che probabilmente senti la mia mancanza, soprattutto adesso che non stai bene, ma non so se ti manco io oppure semplicemente la presenza di qualcuno in casa. Lo so, ti manco, ma non me lo dici mai.
E ci sentiamo così poco, ci parliamo così poco che a volte non so nemmeno cosa dirti al telefono, è come se non valesse la pena farti entrare a far parte della mia quotidianetà, perché quando vorrei raccontarti qualcosa non ti posso sentire e quando ti sento ormai è tutto vecchio... e cmq ti sento lontano, è come se parlassimo perché dobbiamo farlo, non sento trasporto né da parte mia né da parte tua.
40 minuti di telefonata eppure... se non ci fosse stato quel "sogni d'oro piccola" finale, sarebbe potuta essere una telefonata qualunque.
Mi ricordo quando stavamo ore al telefono, cosa ci dicevamo? Non mi ricordo, eppure sembrava non bastare mai. Ci cercavamo, sentivamo la mancanza l'uno dell'altra, non ci vedevamo per qualche settimana e sembrava un secolo. Adesso che invece è tutto "regolare" nella nostra storia, sembra che si sia perso qualcosa. Perché? Perché mi sento scivolare tra le dita il sogno della mia vita?

I shouldn't

I know, I shouldn't, but I like you.
I shouldn't because I'm in a relationship
I shouldn't because we're just friends
I shouldn't because it would be too difficult
I shouldn't because our worlds are far apart
I shouldn't because our "roads" are crossing just for a short while
I shouldn't because I could easily fall in love with you
but I can't control it
I would miss you if you weren't close to me
I would miss your friendship
I would miss your bad jokes
I would miss your smile
and I know I should stay away from you, but
I want to see you
I want you to be around
I want to hear your voice
I want to hug you
I want to feel you
I want more, but I will never have it

mercoledì, settembre 27, 2006

Just friends, I know...

"Friends are the blessing that grounds the self
They give us strength to carry on
We see their countenances framed on a shelf
And pray for their company when they are gone."

martedì, settembre 26, 2006

ti voglio
. ti voglio
.. ti voglio
... ti voglio
.... ti voglio
..... ti voglio
...... ti voglio
....... ti voglio
........ ti voglio
......... ti voglio
.......... ti voglio
.......... ti voglio
......... ti voglio
........ ti voglio
....... ti voglio
...... ti voglio
..... ti voglio
.... ti voglio
... ti voglio
.. ti voglio
. ti voglio
ti voglio
ti voglio
. ti voglio
.. ti voglio
... ti voglio
.... ti voglio
..... ti voglio
...... ti voglio
....... ti voglio
........ ti voglio
......... ti voglio
.......... ti voglio
.......... ti voglio
......... ti voglio
........ ti voglio
....... ti voglio
...... ti voglio
..... ti voglio
.... ti voglio
... ti voglio
.. ti voglio
. ti voglio
ti voglio

ti voglio
. ti voglio
.. ti voglio
... ti voglio
.... ti voglio
..... ti voglio
...... ti voglio
....... ti voglio
........ ti voglio
......... ti voglio
.......... ti voglio
.......... ti voglio
......... ti voglio
........ ti voglio
....... ti voglio
...... ti voglio
..... ti voglio
.... ti voglio
... ti voglio
.. ti voglio
. ti voglio
ti voglio

ti voglio
. ti voglio
.. ti voglio
... ti voglio
.... ti voglio
..... ti voglio
...... ti voglio
....... ti voglio
........ ti voglio
......... ti voglio
.......... ti voglio
.......... ti voglio
......... ti voglio
........ ti voglio
....... ti voglio
...... ti voglio
..... ti voglio
.... ti voglio
... ti voglio
.. ti voglio
. ti voglio
ti voglio

ti voglio
. ti voglio
.. ti voglio
... ti voglio
.... ti voglio
..... ti voglio
...... ti voglio
....... ti voglio
........ ti voglio
......... ti voglio
.......... ti voglio
.......... ti voglio
......... ti voglio
........ ti voglio
....... ti voglio
...... ti voglio
..... ti voglio
.... ti voglio
... ti voglio
.. ti voglio
. ti voglio
ti voglio

ti voglio
. ti voglio
.. ti voglio
... ti voglio
.... ti voglio
..... ti voglio
...... ti voglio
....... ti voglio
........ ti voglio
......... ti voglio
.......... ti voglio
.......... ti voglio
......... ti voglio
........ ti voglio
....... ti voglio
...... ti voglio
..... ti voglio
.... ti voglio
... ti voglio
.. ti voglio
. ti voglio
ti voglio

Chi sono...

Sono
una persona
una bambina
una ragazza
una donna
una lettrice
una scrittrice
una cuoca
una studentessa
un'insegnante
una credente
un'atea
un'infedele
una maga
una strega
una figlia
una sorella
una nipote
un'amica
un'amante
Sono io.

Quotes from Buffy

Angel: Do you love me?
Buffy: What?
Angel: Do you?
Buffy: I love you. I don't know if I trust you.

Buffy: I can't watch you die again.
Angel: I love you.
Buffy: I love you.
Angel: Nothing can change that. Not even death.

Spike: You listen to me. I've been alive a bit longer than you, and dead a lot longer than that. I've seen things you couldn't imagine, and done things I'd prefer you didn't. I don't exactly have a reputation for being a thinker; I follow my blood, which does not always rush in the direction of my head. So I've made a lot of mistakes. A lot of wrong bloody calls. A hundred plus years, only one thing I've ever been sure of. You. Look at me. I'm not asking you for anything. When I tell you that I love you, it's not because I want you, or 'cause I can't have you, it has nothing to do with me. I love what you are, what you do, how you try... I've seen your strength, and your kindness, I've seen the best and the worst of you and I understand with perfect clarity exactly what you are. You are a hell of a woman. You're the one, Buffy.

Angel: Don't.
Buffy: Don't what? Don't love you? I'm sorry you know what, I didn't know that I got a choice in that. I'm never gonna change. I can't change. I want my life to be with you.

Xander: People don't fall in love with what's right in front of them. People want the dream -- what they can't have. The more unattainable, the more attractive."

lunedì, settembre 25, 2006

Back home

Ebbene sì, molte delle persone che mi conoscono si offenderebbero se leggessero questo post... eppure, mi sento a casa. Sono qui da 4 giorni, eppure è come se non fossi mai partita, è come se i due mesi in quello che tutti considerano il mio Paese non fossero stati altro che un intermezzo, a volte un interludio piacevole, a volte meno, ma nient'altro. E nel momento stesso in cui ho rimesso piede qui, in questo Paese, in questa città, in questa via, in questa casa, è stato come se non mi fossi mai allontanata.
E il bello è che dico sempre che non vivrei mai qui per tutta la vita... e lo penso ancora, ma sono così serena, tranquilla, forse non felice al 100%, ma mi sento così bene che mi sembra assurdo pensare che tutto ciò è solo a termine.
Certo, non è facile combinare tutto... devo ancora decidere esattamente cosa fare nei prossimi mesi, ma intanto va bene così. Ho ricevuto i risultati di un esame piuttosto difficile fatto a giugno, un esame che non pensavo nemmeno di superare, e invece... mi sono stupida di me stessa e sono così felice di aver ottenuto la conferma reale che il mio ultimo anno qui è servito davvero.

Certo, c'è l'amore, o meglio manca l'amore... lui è lontano. Ma come ho scritto già, il nostro amore è troppo complicato e non ci rende sereni, né felici, ma solo nervosi, irritati. Eppure non penso mai che non sia amore, so cosa provo per lui, so di amarlo da anni ormai, so che lui ci ha messo più tempo a capire quanto è legato a me, ma so anche che adesso la persona che soffrirebbe di più se tutto finisse non sarei io, non perché lo ami di meno, ma perché è da tanto che sto costruendo un passo dopo l'altro la strada che dovrebbe allontanarmi da lui, so che sarebbe una decisione mia che alla fine - molto a lungo termine - risulterebbe essere la decisione giusta per entrambi, e lo dico a mente fredda, in un momento in cui non sono nervosa, arrabbiata, astiosa o altro, semplicemente so che non dovremmo stare insieme, che non siamo fatti l'uno per l'altro.
A volte mi chiedo se hanno ragione le persone che scelgono un amore tranquillo, sereno e sicuro al posto del fuoco che divampa nel bene e nel male, regalandoti la gioia più intensa, ma anche il dolore più acuto, portandoti in paradiso e all'inferno in un continuo alternarsi di passioni. Cosa è meglio? Cosa è giusto? Cosa ci rende felici? E cosa ci rende vivi?

Did u miss me?

"Ciao amore mio, I'm back. Just a question: did you miss me:
a. much
b. very much
c. incredibly and painfully much?
Feel free to choose the right answer"

"Welcome back. Answer will be c"

And then "my dear", "kisses", "hugs", "sweet dreams"...

e il mio cuore sprofonda, rimbalza, vuole risalire e non ci riesce, ricasca, e non dovrebbe, lo sa, ma non lo accetta...

venerdì, settembre 08, 2006

Come può essere...

Come può essere possibile vivere l'uno accanto all'altra senza comunicare, noi che in passato comunicavamo anche senza parole? Come possono passare giorni senza che ci guardiamo negli occhi, quando mi hai sempre detto che adori i miei? Come possiamo amarci davvero se non troviamo nemmeno il tempo di dircelo? Come possiamo credere in un futuro quando nemmeno il presente ci offre nulla? Come puoi pensare che io sarò sempre qui quando di giorno in giorno mi sto allontanando sempre più da te e sembra che la cosa non ti importi? Come possiamo essere così stupidi da lasciarci scappare tra le dita quello che abbiamo cercato di costruire? Come posso accontentarmi quando mi prometti il mondo e non mi dai nulla? Come posso fidarmi di te se ogni tua promessa si frantuma contro un muro di... di cosa? di lavoro? di impegni? di stanchezza? Come puoi non accorgerti che il mio non è un "accettare" o un "adattarsi" ma semplicemente sto rinunciando perché non ne ho più la forza?

Sono stanca, sono sfinita, non ho più voglia di lottare, di dimostrare qualcosa, di cercare di costruire un futuro quando sento che qualcosa si sta spegnendo sempre di più dentro di me, sono rassegnata, forse le storie d'amore sono destinate a finire e la nostra ha seguito ormai il suo corso; e poi non abbiamo mai camminato l'uno accanto all'altra, all'inizio ero io a essere molto più avanti, a ricoprirti di amore e di tutto quello che pensavo avrebbe potuto farti e farci felici mentre tu mi tenevi a distanza di sicurezza, poi a un certo punto mi sono fermata, non so se mi hai superata, se mi hai raggiunta o che, so che sei cambiato, te ne devo dare atto, ma forse abbiamo semplicemente due modi diversi di amare e non sono compatibili, forse siamo solo troppo diversi oppure non ci amiamo abbastanza, non lo so... So solo che non ho nemmeno più la forza di arrabbiarmi, perché tanto non ne vale la pena...
Se penso a quanto ti ho amato...

venerdì, settembre 01, 2006

Perché si sta insieme?

Vivo con una persona che non capisce - o non vuole capire - il concetto di "quality time". E' inutile, non vuole, non sa, non può... non lo so. Sta di fatto che non riesce a trasformare i pochi minuti che abbiamo per noi in qualcosa di più, in un momento di scambio, di tenerezza solo perché gli va, e soprattutto non fa nulla per far sì che in queste poche settimane che abbiamo a disposizione si passi davvero del tempo insieme. "Vedrai... faremo... le cose cambieranno..."
Perché ci dovrei credere? Solo perché dopo tanto tempo hai finalmente detto quello che aspettavo da una vita? E quando? Proprio adesso che non riesco più a dirlo io... Che ironia, eh?
Abbiamo fatto l'amore con dolcezza, con rabbia, con passione, con tenerezza, con violenza, di sera, di notte, di mattina, di pomeriggio, in pochi minuti, per ore, come se fosse un dovere, come se volessimo che non finisse mai, come due naufraghi che si aggrappano l'un l'altro per non affogare, come se unendoci scoprissimo il mistero dell'universo, bisbigliando come amanti, urlando di piacere...
E' come se in quel momento tutto - le nostre incomprensioni, i nostri litigi, le battute acide - scomparisse per lasciar posto solo all'unione di due corpi e di due cuori, come se il loro battito accelerato ci portasse sempre più lontano da tutto quello che ci impedisce di vivere quella storia che mi ritrovo a sognare a occhi aperti e ci permettesse per un momento di sparire, di cancellare tutto quello che ci circonda per lasciare posto solo a noi due.
Ma alla fine ripiombiamo nella realtà e io mi chiedo: ne vale la pena?

Comunicare? e come?

Ogni tanto mi chiedo che senso abbia cercare di comunicare davvero con gli altri, che senso abbia sforzarsi tanto quando si sa già in partenza che ognuno di noi è talmente diverso dagli altri da non riuscire a trovare un terreno completamente comune su cui muoversi in questo avvicinamento interiore.
Le parole pronunciate hanno un suono diverso da quello che avevano quando le stavamo solo pensando, e sono ancora più diverse per chi le ascolta provenire dalla nostra bocca, le parole scritte sono più forti, più dolci, più vere, più finte di quello che pensiamo davvero, non importa cosa siano davvero, ma sono sempre diverse.
E allora come si può davvero parlare, toccare l'anima di qualcuno quando tra noi ci sono così tanti ostacoli fatti di parole, pensieri, interpretazioni, presupposti noti o sconosciuti, background dati per scontato?
La vera comunicazione, quella intima, vicina, reale, non può essere veicolata solo dalle parole, la verità è fluida, è refrattaria a essere imprigionata dentro confini linguistici che per natura ne dipingono solo una delle tante sfaccettature, impedendoci di liberare la fantasia alla ricerca di tutto il resto.
Vorrei poter dire che il linguaggio dell'amore, il linguaggio del corpo, il linguaggio di due anime affini trascende questi limiti permettendoci di comunicare con le persone che amiamo in mille modi diversi che ci aprono gli occhi su una miriade di realtà concatenate, ma in realtà non so se è possibile. Tutte le volte che mi è capitato di pensare che forse stava accadendo il momento di totale fusione è durato troppo poco e subito dopo mi sono ritrovata intrappolata in parole dette e non dette, in pensieri veri o presunti e in interpretazioni di gesti che mi hanno fatto scontrare con una realtà che non sentivo mia.
E di nuovo sono qui, a rintanarmi nelle parole che mi fanno da rifugio proteggendomi dal rischio di aprire troppo la mia anima a chi non ne è il destinatario.

Lascialo libero

Dal diario di Maria, da "Undici Minuti" di Paolo Coehlo

C'era una volta un uccellino, con ali perfette e piume lucenti, colorate e meravigliose. Insomma, un animale creato per volare in libertà nel cielo, e rallegrare chiunque lo vedesse.
Un giorno, una donna vide questo uccellino e se ne innamorò. Stupeftta, si fermò a osservare il volo con il cuore che batteva all'impazzata, e gli occhi brillanti di emozione. Lo invitò a volare vicino a lei, e insieme vagarono attraverso i cieli e le terre in perfetta armonia. Lei ammirava, venerava, celebrava quell'uccellino.
Ma poi pensò: ' E se volesse conoscere le montagne lontane?' Ebbe paura. Paura di non provare mai più quel sentimento con altri uccellini. E provò anche invidia: invidia per la sua capacità di volare.
Si sentiva sola.
E allora si disse: 'Preparerò una trappola. La prossima volta che arriverà, non potrà più andare via.'
L'uccellino, parimenti innamorato, tornò il giorno seguente, cadde nella trappola e fu imprigionato in una gabbia.
Lei trascorreva ore a guardarlo, tutti i giorni. Era l'oggetto della sua passione e lo mostrava alle amiche, che dicevamo: "Ma tu hai davvero tutto." Poi cominciò a verificarsi una strana trasformazione: visto che possedeva l'uccellino, e non aveva più bisogno di conquistarlo, lentamente perse interesse per lui. E l'uccellino, non potendo volare ed esprimere il senso della propria vita, a poco a poco deperì, la lucentezza delle sue piume svanì e divenne brutto. La donna non gli prestava più attenzione, se non per nutrirlo e pulirgli la gabbia.
Un giorno, l'uccellino morì. Lei ne fu profondamente rattristata e iniziò a pensare sempre a lui. Tuttavia non si ricordava della gabbia, rammentava soltanto il giorno in cui lo aveva visto per la prima volta, mentre volava felice fra le nuvole.
Se avesse osservato se stessa, avrebbe scoperto che ciò che l'aveva colpita in quell'uccellino era la libertà, l'energia delle sue ali in movimento, e non il suo corpo fisico.
Senza l'uccellino, la sua vita perse di significato, e la Morte andò a bussarle alla porta. "Perché sei venuta?" le domandò lei.
"Per farti volare di nuovo insieme a lui nel cielo," rispose la Morte. "Se lo avessi lasciato partire e tornare, lo avresti amato e ammirato anche di più. Ora, invece, hai bisogno di me per poterlo rincontrare."

mercoledì, agosto 30, 2006

Undici Minuti - Paolo Coelho

Undici minuti. Dunque, il mondo girava intorno a qualcosa che si prolungava appena per undici minuti. E a causa di questi undici minuti in una giornata di ventiquattro ore (supponendo che tutti facesser l'amore con la moglie ogni giorno, il che era una vera assurdità e una lampante menzogna), si sposavano, mantenevano una famiglia, sopportavano il pianto dei bambini, si profondevano in spiegazioni quando tardavano a rincasare, guardavano decine, centinaia di altre donne con le quali avrebbero voluto passeggiare sulle rive del lago, si compravano abiti costosi (per le compagne ne acquistavano di ancora più cari), pagavano le prostitute per compensare le loro carenze, alimentavano una gigantesca industria di cosmetici, diete, ginnastica, pornografia, potere. E quando si incontravano con altri uomini, al contrario di quanto comunemente si creda, non parlavano mai di donne, ma soltanto di lavoro, soldi e sport.
C'era qualcosa di sbagliato nella civiltà.

Montagne russe

La mia esistenza è come le montagne russe - sì, la vita è un gioco forte e allucinante, la vita è lanciarsi con il paracadute, è rischiare, è cadere e rialzarsi, è alpinismo, è voler raggiungere la vetta di se stessi, e ritrovarsi insoddisfatti e angosciati quando non ci si riesce.

da "Undici Minuti", Paolo Coelho

Inno a Iside


ritrovato a Nag Hammandi
(tratto da "Undici Minuti", Paolo Coehlo)

Perché io sono la prima e l'ultima,
Io sono la venerata e la disprezzata,
Io sono la prostituta e la santa,
Io sono la sposa e la vergine,
Io sono la mamma e la figlia,
Io sono le braccia di mia madre,
Io sono la sterile, eppure sono numerosi i miei figli,
Io sono la donna sposata e la nubile,
Io sono colei che dà la luce e colei che non ha mai procreato,
Io sono la consolazione dei dolori del parto.
Io sono la sposa e lo sposo,
E fu il mio uomo che mi creò,
Io sono la madre di mio padre,
Io sono la sorella di mio marito,
Ed egli è il mio figliolo respinto.
Rispettatemi sempre,
Perché io sono la scandalosa e la magnifica.

Che strano tempo...

questa strana estate mi sta davvero stancando... ho passato 3 settimane di caldo afoso, senza quasi vedere il sole, perennemente coperto da una coltre di nubi e smog... tornata qui ho subìto giorni di pioggia, mi sono goduta ben poco sole e ora sembra di essere in una trottola atmosferica: vento, freddo, sole, pioggia, tutto nel giro di poche ore. E io che speravo di godermi ancora qualche bella giornata di sole e di mare... Mah.
Strano cmq come spesso il tempo esterno rispecchi gli sconvolgimenti interiori... lacrime e pioggia, felicità e sole, agitazione e vento. Oppure è il tempo a influenzare noi metereopatici... potrebbe essere, e io che ritenevo il mio cuore superiore alle influenze atmosferiche! E invece il maltempo mi mette di pessimo umore!

domenica, agosto 27, 2006

Giornata uggiosa...

Avrei dovuto scrivere questo primo post l'altro ieri, il giorno del mio 31esimo compleanno, ma... non mi è venuto in mente, non ne ho avuto il tempo, non ne avevo voglia, avevo da lavorare, insomma, una scusa qualunque, sta di fatto che eccomi qua!
Non è un giorno speciale, anzi, forse devo la scelta casuale di questa giornata per l'inaugurazione del mio diario online solo alla noia, alla giornata uggiosa, direi autunnale, anche se dovremmo essere in piena estate. Volevo passare la giornata al mare, spaparanzata al sole a leggermi un libro, a godermi un po' di sole visto che quest'estate non sono riuscita a godermelo come avrei voluto, ma tant'è... speriamo che durante la settimana il sole faccia capolino tra le nuvole, che le spazzi via e soprattutto... che il lavoro mi lasci qualche ora a disposizione per potermelo godere!
E invece sono qui, a sbirciare fuori dalla finestra nella speranza di vedere un angolino di cielo blu, lo sguardo bloccato dal muro della casa di fronte. Ma io non sono Leopardi, il mio sguardo si ferma al muro, il mio cervello si rifiuta di immaginare adesso cosa possa trovarsi al di là, dentro di me so bene che tutto un mondo si apre al di là dei confini della mia vita, lo so perché ci sono stata, perché ci tornerò, perché mi allontanerò presto da questa stanza, da questa città - che amo -, da questa via, da quel muro che continua a fissarmi convinto di avermi inchiodato qui. E invece no, tra 26 giorni sarò di nuovo in volo per la mia patria d'elezione, con solo il mio PC come fedele compagno di svago e di lavoro, lontana da una vita che mi piace e che odio al tempo stesso, da una persona che amo ma che non riesco a immaginare accanto a me per tutta la vita, anche se è difficile pensare alla mia vita senza di lui.
E di nuovo fuggo, mi allontano, verso un mondo completamente diverso in cui mi rifugio, un luogo in cui sperimento quasi una sospensione di spazio e tempo, sono lontana, eppure sono vicina, è come se il tempo si fermasse, o meglio, come se, allontanandomi dalla mia vita qui, il tempo continuasse a scorrere solo per me, mentre tutto ciò che lascio alle spalle rimane immutato, in attesa del mio ritorno. L'ho già fatto una volta, e così è stato. Per quanto tempo potrò farlo ancora nella certezza che tutto aspetti solo il mio ritorno, una mia parola, una mia decisione? Non lo so, ma so per certo che tutto in me vuole che parta, che mi immerga di nuovo in quel mondo così affascinante...
21 settembre 2006: l'avventura ricomincia.

Non sempre i miei post saranno così filosofeggianti o ambigui, una cosa però è certa, saranno sempre veri e sinceri, lo specchio di quello che penso, provo e desidero nel momento in cui scrivo. E comunque quello che desidero, è quello che desidera ognuno di noi: essere felice.