Ho sempre amato tenere un diario, ma negli ultimi due anni me ne è sempre mancato il tempo. Vediamo se la tecnologia mi aiuta a colmare questa enorme lacuna!

sabato, settembre 30, 2006

Alf

Cosa siamo noi?
Un puntino nell'universo
Cos'è l'universo?
Un puntino nei tuoi occhi


Alfonso Mangoni
che per una volta mi ha stupito con effetti speciali.

E poi ci sei tu...

e poi ci sei tu, e ti sento così lontano... mi chiami "piccola" e so che lo pensi, che lo dici con tutto il cuore, che probabilmente senti la mia mancanza, soprattutto adesso che non stai bene, ma non so se ti manco io oppure semplicemente la presenza di qualcuno in casa. Lo so, ti manco, ma non me lo dici mai.
E ci sentiamo così poco, ci parliamo così poco che a volte non so nemmeno cosa dirti al telefono, è come se non valesse la pena farti entrare a far parte della mia quotidianetà, perché quando vorrei raccontarti qualcosa non ti posso sentire e quando ti sento ormai è tutto vecchio... e cmq ti sento lontano, è come se parlassimo perché dobbiamo farlo, non sento trasporto né da parte mia né da parte tua.
40 minuti di telefonata eppure... se non ci fosse stato quel "sogni d'oro piccola" finale, sarebbe potuta essere una telefonata qualunque.
Mi ricordo quando stavamo ore al telefono, cosa ci dicevamo? Non mi ricordo, eppure sembrava non bastare mai. Ci cercavamo, sentivamo la mancanza l'uno dell'altra, non ci vedevamo per qualche settimana e sembrava un secolo. Adesso che invece è tutto "regolare" nella nostra storia, sembra che si sia perso qualcosa. Perché? Perché mi sento scivolare tra le dita il sogno della mia vita?

I shouldn't

I know, I shouldn't, but I like you.
I shouldn't because I'm in a relationship
I shouldn't because we're just friends
I shouldn't because it would be too difficult
I shouldn't because our worlds are far apart
I shouldn't because our "roads" are crossing just for a short while
I shouldn't because I could easily fall in love with you
but I can't control it
I would miss you if you weren't close to me
I would miss your friendship
I would miss your bad jokes
I would miss your smile
and I know I should stay away from you, but
I want to see you
I want you to be around
I want to hear your voice
I want to hug you
I want to feel you
I want more, but I will never have it

mercoledì, settembre 27, 2006

Just friends, I know...

"Friends are the blessing that grounds the self
They give us strength to carry on
We see their countenances framed on a shelf
And pray for their company when they are gone."

martedì, settembre 26, 2006

ti voglio
. ti voglio
.. ti voglio
... ti voglio
.... ti voglio
..... ti voglio
...... ti voglio
....... ti voglio
........ ti voglio
......... ti voglio
.......... ti voglio
.......... ti voglio
......... ti voglio
........ ti voglio
....... ti voglio
...... ti voglio
..... ti voglio
.... ti voglio
... ti voglio
.. ti voglio
. ti voglio
ti voglio
ti voglio
. ti voglio
.. ti voglio
... ti voglio
.... ti voglio
..... ti voglio
...... ti voglio
....... ti voglio
........ ti voglio
......... ti voglio
.......... ti voglio
.......... ti voglio
......... ti voglio
........ ti voglio
....... ti voglio
...... ti voglio
..... ti voglio
.... ti voglio
... ti voglio
.. ti voglio
. ti voglio
ti voglio

ti voglio
. ti voglio
.. ti voglio
... ti voglio
.... ti voglio
..... ti voglio
...... ti voglio
....... ti voglio
........ ti voglio
......... ti voglio
.......... ti voglio
.......... ti voglio
......... ti voglio
........ ti voglio
....... ti voglio
...... ti voglio
..... ti voglio
.... ti voglio
... ti voglio
.. ti voglio
. ti voglio
ti voglio

ti voglio
. ti voglio
.. ti voglio
... ti voglio
.... ti voglio
..... ti voglio
...... ti voglio
....... ti voglio
........ ti voglio
......... ti voglio
.......... ti voglio
.......... ti voglio
......... ti voglio
........ ti voglio
....... ti voglio
...... ti voglio
..... ti voglio
.... ti voglio
... ti voglio
.. ti voglio
. ti voglio
ti voglio

ti voglio
. ti voglio
.. ti voglio
... ti voglio
.... ti voglio
..... ti voglio
...... ti voglio
....... ti voglio
........ ti voglio
......... ti voglio
.......... ti voglio
.......... ti voglio
......... ti voglio
........ ti voglio
....... ti voglio
...... ti voglio
..... ti voglio
.... ti voglio
... ti voglio
.. ti voglio
. ti voglio
ti voglio

ti voglio
. ti voglio
.. ti voglio
... ti voglio
.... ti voglio
..... ti voglio
...... ti voglio
....... ti voglio
........ ti voglio
......... ti voglio
.......... ti voglio
.......... ti voglio
......... ti voglio
........ ti voglio
....... ti voglio
...... ti voglio
..... ti voglio
.... ti voglio
... ti voglio
.. ti voglio
. ti voglio
ti voglio

Chi sono...

Sono
una persona
una bambina
una ragazza
una donna
una lettrice
una scrittrice
una cuoca
una studentessa
un'insegnante
una credente
un'atea
un'infedele
una maga
una strega
una figlia
una sorella
una nipote
un'amica
un'amante
Sono io.

Quotes from Buffy

Angel: Do you love me?
Buffy: What?
Angel: Do you?
Buffy: I love you. I don't know if I trust you.

Buffy: I can't watch you die again.
Angel: I love you.
Buffy: I love you.
Angel: Nothing can change that. Not even death.

Spike: You listen to me. I've been alive a bit longer than you, and dead a lot longer than that. I've seen things you couldn't imagine, and done things I'd prefer you didn't. I don't exactly have a reputation for being a thinker; I follow my blood, which does not always rush in the direction of my head. So I've made a lot of mistakes. A lot of wrong bloody calls. A hundred plus years, only one thing I've ever been sure of. You. Look at me. I'm not asking you for anything. When I tell you that I love you, it's not because I want you, or 'cause I can't have you, it has nothing to do with me. I love what you are, what you do, how you try... I've seen your strength, and your kindness, I've seen the best and the worst of you and I understand with perfect clarity exactly what you are. You are a hell of a woman. You're the one, Buffy.

Angel: Don't.
Buffy: Don't what? Don't love you? I'm sorry you know what, I didn't know that I got a choice in that. I'm never gonna change. I can't change. I want my life to be with you.

Xander: People don't fall in love with what's right in front of them. People want the dream -- what they can't have. The more unattainable, the more attractive."

lunedì, settembre 25, 2006

Back home

Ebbene sì, molte delle persone che mi conoscono si offenderebbero se leggessero questo post... eppure, mi sento a casa. Sono qui da 4 giorni, eppure è come se non fossi mai partita, è come se i due mesi in quello che tutti considerano il mio Paese non fossero stati altro che un intermezzo, a volte un interludio piacevole, a volte meno, ma nient'altro. E nel momento stesso in cui ho rimesso piede qui, in questo Paese, in questa città, in questa via, in questa casa, è stato come se non mi fossi mai allontanata.
E il bello è che dico sempre che non vivrei mai qui per tutta la vita... e lo penso ancora, ma sono così serena, tranquilla, forse non felice al 100%, ma mi sento così bene che mi sembra assurdo pensare che tutto ciò è solo a termine.
Certo, non è facile combinare tutto... devo ancora decidere esattamente cosa fare nei prossimi mesi, ma intanto va bene così. Ho ricevuto i risultati di un esame piuttosto difficile fatto a giugno, un esame che non pensavo nemmeno di superare, e invece... mi sono stupida di me stessa e sono così felice di aver ottenuto la conferma reale che il mio ultimo anno qui è servito davvero.

Certo, c'è l'amore, o meglio manca l'amore... lui è lontano. Ma come ho scritto già, il nostro amore è troppo complicato e non ci rende sereni, né felici, ma solo nervosi, irritati. Eppure non penso mai che non sia amore, so cosa provo per lui, so di amarlo da anni ormai, so che lui ci ha messo più tempo a capire quanto è legato a me, ma so anche che adesso la persona che soffrirebbe di più se tutto finisse non sarei io, non perché lo ami di meno, ma perché è da tanto che sto costruendo un passo dopo l'altro la strada che dovrebbe allontanarmi da lui, so che sarebbe una decisione mia che alla fine - molto a lungo termine - risulterebbe essere la decisione giusta per entrambi, e lo dico a mente fredda, in un momento in cui non sono nervosa, arrabbiata, astiosa o altro, semplicemente so che non dovremmo stare insieme, che non siamo fatti l'uno per l'altro.
A volte mi chiedo se hanno ragione le persone che scelgono un amore tranquillo, sereno e sicuro al posto del fuoco che divampa nel bene e nel male, regalandoti la gioia più intensa, ma anche il dolore più acuto, portandoti in paradiso e all'inferno in un continuo alternarsi di passioni. Cosa è meglio? Cosa è giusto? Cosa ci rende felici? E cosa ci rende vivi?

Did u miss me?

"Ciao amore mio, I'm back. Just a question: did you miss me:
a. much
b. very much
c. incredibly and painfully much?
Feel free to choose the right answer"

"Welcome back. Answer will be c"

And then "my dear", "kisses", "hugs", "sweet dreams"...

e il mio cuore sprofonda, rimbalza, vuole risalire e non ci riesce, ricasca, e non dovrebbe, lo sa, ma non lo accetta...

venerdì, settembre 08, 2006

Come può essere...

Come può essere possibile vivere l'uno accanto all'altra senza comunicare, noi che in passato comunicavamo anche senza parole? Come possono passare giorni senza che ci guardiamo negli occhi, quando mi hai sempre detto che adori i miei? Come possiamo amarci davvero se non troviamo nemmeno il tempo di dircelo? Come possiamo credere in un futuro quando nemmeno il presente ci offre nulla? Come puoi pensare che io sarò sempre qui quando di giorno in giorno mi sto allontanando sempre più da te e sembra che la cosa non ti importi? Come possiamo essere così stupidi da lasciarci scappare tra le dita quello che abbiamo cercato di costruire? Come posso accontentarmi quando mi prometti il mondo e non mi dai nulla? Come posso fidarmi di te se ogni tua promessa si frantuma contro un muro di... di cosa? di lavoro? di impegni? di stanchezza? Come puoi non accorgerti che il mio non è un "accettare" o un "adattarsi" ma semplicemente sto rinunciando perché non ne ho più la forza?

Sono stanca, sono sfinita, non ho più voglia di lottare, di dimostrare qualcosa, di cercare di costruire un futuro quando sento che qualcosa si sta spegnendo sempre di più dentro di me, sono rassegnata, forse le storie d'amore sono destinate a finire e la nostra ha seguito ormai il suo corso; e poi non abbiamo mai camminato l'uno accanto all'altra, all'inizio ero io a essere molto più avanti, a ricoprirti di amore e di tutto quello che pensavo avrebbe potuto farti e farci felici mentre tu mi tenevi a distanza di sicurezza, poi a un certo punto mi sono fermata, non so se mi hai superata, se mi hai raggiunta o che, so che sei cambiato, te ne devo dare atto, ma forse abbiamo semplicemente due modi diversi di amare e non sono compatibili, forse siamo solo troppo diversi oppure non ci amiamo abbastanza, non lo so... So solo che non ho nemmeno più la forza di arrabbiarmi, perché tanto non ne vale la pena...
Se penso a quanto ti ho amato...

venerdì, settembre 01, 2006

Perché si sta insieme?

Vivo con una persona che non capisce - o non vuole capire - il concetto di "quality time". E' inutile, non vuole, non sa, non può... non lo so. Sta di fatto che non riesce a trasformare i pochi minuti che abbiamo per noi in qualcosa di più, in un momento di scambio, di tenerezza solo perché gli va, e soprattutto non fa nulla per far sì che in queste poche settimane che abbiamo a disposizione si passi davvero del tempo insieme. "Vedrai... faremo... le cose cambieranno..."
Perché ci dovrei credere? Solo perché dopo tanto tempo hai finalmente detto quello che aspettavo da una vita? E quando? Proprio adesso che non riesco più a dirlo io... Che ironia, eh?
Abbiamo fatto l'amore con dolcezza, con rabbia, con passione, con tenerezza, con violenza, di sera, di notte, di mattina, di pomeriggio, in pochi minuti, per ore, come se fosse un dovere, come se volessimo che non finisse mai, come due naufraghi che si aggrappano l'un l'altro per non affogare, come se unendoci scoprissimo il mistero dell'universo, bisbigliando come amanti, urlando di piacere...
E' come se in quel momento tutto - le nostre incomprensioni, i nostri litigi, le battute acide - scomparisse per lasciar posto solo all'unione di due corpi e di due cuori, come se il loro battito accelerato ci portasse sempre più lontano da tutto quello che ci impedisce di vivere quella storia che mi ritrovo a sognare a occhi aperti e ci permettesse per un momento di sparire, di cancellare tutto quello che ci circonda per lasciare posto solo a noi due.
Ma alla fine ripiombiamo nella realtà e io mi chiedo: ne vale la pena?

Comunicare? e come?

Ogni tanto mi chiedo che senso abbia cercare di comunicare davvero con gli altri, che senso abbia sforzarsi tanto quando si sa già in partenza che ognuno di noi è talmente diverso dagli altri da non riuscire a trovare un terreno completamente comune su cui muoversi in questo avvicinamento interiore.
Le parole pronunciate hanno un suono diverso da quello che avevano quando le stavamo solo pensando, e sono ancora più diverse per chi le ascolta provenire dalla nostra bocca, le parole scritte sono più forti, più dolci, più vere, più finte di quello che pensiamo davvero, non importa cosa siano davvero, ma sono sempre diverse.
E allora come si può davvero parlare, toccare l'anima di qualcuno quando tra noi ci sono così tanti ostacoli fatti di parole, pensieri, interpretazioni, presupposti noti o sconosciuti, background dati per scontato?
La vera comunicazione, quella intima, vicina, reale, non può essere veicolata solo dalle parole, la verità è fluida, è refrattaria a essere imprigionata dentro confini linguistici che per natura ne dipingono solo una delle tante sfaccettature, impedendoci di liberare la fantasia alla ricerca di tutto il resto.
Vorrei poter dire che il linguaggio dell'amore, il linguaggio del corpo, il linguaggio di due anime affini trascende questi limiti permettendoci di comunicare con le persone che amiamo in mille modi diversi che ci aprono gli occhi su una miriade di realtà concatenate, ma in realtà non so se è possibile. Tutte le volte che mi è capitato di pensare che forse stava accadendo il momento di totale fusione è durato troppo poco e subito dopo mi sono ritrovata intrappolata in parole dette e non dette, in pensieri veri o presunti e in interpretazioni di gesti che mi hanno fatto scontrare con una realtà che non sentivo mia.
E di nuovo sono qui, a rintanarmi nelle parole che mi fanno da rifugio proteggendomi dal rischio di aprire troppo la mia anima a chi non ne è il destinatario.

Lascialo libero

Dal diario di Maria, da "Undici Minuti" di Paolo Coehlo

C'era una volta un uccellino, con ali perfette e piume lucenti, colorate e meravigliose. Insomma, un animale creato per volare in libertà nel cielo, e rallegrare chiunque lo vedesse.
Un giorno, una donna vide questo uccellino e se ne innamorò. Stupeftta, si fermò a osservare il volo con il cuore che batteva all'impazzata, e gli occhi brillanti di emozione. Lo invitò a volare vicino a lei, e insieme vagarono attraverso i cieli e le terre in perfetta armonia. Lei ammirava, venerava, celebrava quell'uccellino.
Ma poi pensò: ' E se volesse conoscere le montagne lontane?' Ebbe paura. Paura di non provare mai più quel sentimento con altri uccellini. E provò anche invidia: invidia per la sua capacità di volare.
Si sentiva sola.
E allora si disse: 'Preparerò una trappola. La prossima volta che arriverà, non potrà più andare via.'
L'uccellino, parimenti innamorato, tornò il giorno seguente, cadde nella trappola e fu imprigionato in una gabbia.
Lei trascorreva ore a guardarlo, tutti i giorni. Era l'oggetto della sua passione e lo mostrava alle amiche, che dicevamo: "Ma tu hai davvero tutto." Poi cominciò a verificarsi una strana trasformazione: visto che possedeva l'uccellino, e non aveva più bisogno di conquistarlo, lentamente perse interesse per lui. E l'uccellino, non potendo volare ed esprimere il senso della propria vita, a poco a poco deperì, la lucentezza delle sue piume svanì e divenne brutto. La donna non gli prestava più attenzione, se non per nutrirlo e pulirgli la gabbia.
Un giorno, l'uccellino morì. Lei ne fu profondamente rattristata e iniziò a pensare sempre a lui. Tuttavia non si ricordava della gabbia, rammentava soltanto il giorno in cui lo aveva visto per la prima volta, mentre volava felice fra le nuvole.
Se avesse osservato se stessa, avrebbe scoperto che ciò che l'aveva colpita in quell'uccellino era la libertà, l'energia delle sue ali in movimento, e non il suo corpo fisico.
Senza l'uccellino, la sua vita perse di significato, e la Morte andò a bussarle alla porta. "Perché sei venuta?" le domandò lei.
"Per farti volare di nuovo insieme a lui nel cielo," rispose la Morte. "Se lo avessi lasciato partire e tornare, lo avresti amato e ammirato anche di più. Ora, invece, hai bisogno di me per poterlo rincontrare."