Ho sempre amato tenere un diario, ma negli ultimi due anni me ne è sempre mancato il tempo. Vediamo se la tecnologia mi aiuta a colmare questa enorme lacuna!

mercoledì, agosto 30, 2006

Undici Minuti - Paolo Coelho

Undici minuti. Dunque, il mondo girava intorno a qualcosa che si prolungava appena per undici minuti. E a causa di questi undici minuti in una giornata di ventiquattro ore (supponendo che tutti facesser l'amore con la moglie ogni giorno, il che era una vera assurdità e una lampante menzogna), si sposavano, mantenevano una famiglia, sopportavano il pianto dei bambini, si profondevano in spiegazioni quando tardavano a rincasare, guardavano decine, centinaia di altre donne con le quali avrebbero voluto passeggiare sulle rive del lago, si compravano abiti costosi (per le compagne ne acquistavano di ancora più cari), pagavano le prostitute per compensare le loro carenze, alimentavano una gigantesca industria di cosmetici, diete, ginnastica, pornografia, potere. E quando si incontravano con altri uomini, al contrario di quanto comunemente si creda, non parlavano mai di donne, ma soltanto di lavoro, soldi e sport.
C'era qualcosa di sbagliato nella civiltà.

Montagne russe

La mia esistenza è come le montagne russe - sì, la vita è un gioco forte e allucinante, la vita è lanciarsi con il paracadute, è rischiare, è cadere e rialzarsi, è alpinismo, è voler raggiungere la vetta di se stessi, e ritrovarsi insoddisfatti e angosciati quando non ci si riesce.

da "Undici Minuti", Paolo Coelho

Inno a Iside


ritrovato a Nag Hammandi
(tratto da "Undici Minuti", Paolo Coehlo)

Perché io sono la prima e l'ultima,
Io sono la venerata e la disprezzata,
Io sono la prostituta e la santa,
Io sono la sposa e la vergine,
Io sono la mamma e la figlia,
Io sono le braccia di mia madre,
Io sono la sterile, eppure sono numerosi i miei figli,
Io sono la donna sposata e la nubile,
Io sono colei che dà la luce e colei che non ha mai procreato,
Io sono la consolazione dei dolori del parto.
Io sono la sposa e lo sposo,
E fu il mio uomo che mi creò,
Io sono la madre di mio padre,
Io sono la sorella di mio marito,
Ed egli è il mio figliolo respinto.
Rispettatemi sempre,
Perché io sono la scandalosa e la magnifica.

Che strano tempo...

questa strana estate mi sta davvero stancando... ho passato 3 settimane di caldo afoso, senza quasi vedere il sole, perennemente coperto da una coltre di nubi e smog... tornata qui ho subìto giorni di pioggia, mi sono goduta ben poco sole e ora sembra di essere in una trottola atmosferica: vento, freddo, sole, pioggia, tutto nel giro di poche ore. E io che speravo di godermi ancora qualche bella giornata di sole e di mare... Mah.
Strano cmq come spesso il tempo esterno rispecchi gli sconvolgimenti interiori... lacrime e pioggia, felicità e sole, agitazione e vento. Oppure è il tempo a influenzare noi metereopatici... potrebbe essere, e io che ritenevo il mio cuore superiore alle influenze atmosferiche! E invece il maltempo mi mette di pessimo umore!

domenica, agosto 27, 2006

Giornata uggiosa...

Avrei dovuto scrivere questo primo post l'altro ieri, il giorno del mio 31esimo compleanno, ma... non mi è venuto in mente, non ne ho avuto il tempo, non ne avevo voglia, avevo da lavorare, insomma, una scusa qualunque, sta di fatto che eccomi qua!
Non è un giorno speciale, anzi, forse devo la scelta casuale di questa giornata per l'inaugurazione del mio diario online solo alla noia, alla giornata uggiosa, direi autunnale, anche se dovremmo essere in piena estate. Volevo passare la giornata al mare, spaparanzata al sole a leggermi un libro, a godermi un po' di sole visto che quest'estate non sono riuscita a godermelo come avrei voluto, ma tant'è... speriamo che durante la settimana il sole faccia capolino tra le nuvole, che le spazzi via e soprattutto... che il lavoro mi lasci qualche ora a disposizione per potermelo godere!
E invece sono qui, a sbirciare fuori dalla finestra nella speranza di vedere un angolino di cielo blu, lo sguardo bloccato dal muro della casa di fronte. Ma io non sono Leopardi, il mio sguardo si ferma al muro, il mio cervello si rifiuta di immaginare adesso cosa possa trovarsi al di là, dentro di me so bene che tutto un mondo si apre al di là dei confini della mia vita, lo so perché ci sono stata, perché ci tornerò, perché mi allontanerò presto da questa stanza, da questa città - che amo -, da questa via, da quel muro che continua a fissarmi convinto di avermi inchiodato qui. E invece no, tra 26 giorni sarò di nuovo in volo per la mia patria d'elezione, con solo il mio PC come fedele compagno di svago e di lavoro, lontana da una vita che mi piace e che odio al tempo stesso, da una persona che amo ma che non riesco a immaginare accanto a me per tutta la vita, anche se è difficile pensare alla mia vita senza di lui.
E di nuovo fuggo, mi allontano, verso un mondo completamente diverso in cui mi rifugio, un luogo in cui sperimento quasi una sospensione di spazio e tempo, sono lontana, eppure sono vicina, è come se il tempo si fermasse, o meglio, come se, allontanandomi dalla mia vita qui, il tempo continuasse a scorrere solo per me, mentre tutto ciò che lascio alle spalle rimane immutato, in attesa del mio ritorno. L'ho già fatto una volta, e così è stato. Per quanto tempo potrò farlo ancora nella certezza che tutto aspetti solo il mio ritorno, una mia parola, una mia decisione? Non lo so, ma so per certo che tutto in me vuole che parta, che mi immerga di nuovo in quel mondo così affascinante...
21 settembre 2006: l'avventura ricomincia.

Non sempre i miei post saranno così filosofeggianti o ambigui, una cosa però è certa, saranno sempre veri e sinceri, lo specchio di quello che penso, provo e desidero nel momento in cui scrivo. E comunque quello che desidero, è quello che desidera ognuno di noi: essere felice.